Bruxismo e Covid 19: le conseguenze sui denti

Le conseguenze del coronavirus si riflettono sulla salute dell’organismo in generale anche per coloro che non sono affetti da virus. In che modo? Attraverso una scarsa prevenzione, dovuta spesso al continuo rimandare delle visite di controllo. Anche chi sta bene si trova a risentire dello stress e dell’ansia causati da tutte quelle regole, restrizioni, paure e timori che si è costretti a vivere. Li chiamano Effetti collaterali da covid. Tra questi vi sono sicuramente i problemi legati alla salute della bocca. Infatti la situazione di stress ha fatto si che si registrasse un aumento considerevole di casi di bruxismo.

Il bruxismo è un disturbo causato da ansia e stress che determina una progressiva usura dei denti. Si manifesta con la contrazione involontaria dei muscoli della masticazione.

Una distinzione fondamentale è quella tra “bruxismo diurno” e “bruxismo notturno”, ma si deve anche distinguere tra il bruxismo del serrare i denti e quello del digrignare i denti.

I sintomi del bruxismo sono da riscontrarsi in:

  • aumento della sensibilità dovuta alla perdita di uno strato di smalto
  • lesioni e usura di uno o più denti
  • dolori diffusi al capo (mascella, orecchie, testa, muscoli normalmente coinvolti nel processo di masticazione)

Legame tra Bruxismo e Covid-19

Durante i mesi del lockdown, molte persone hanno indubbiamente avuto a che fare con diverse paure. L’emergenza sanitaria, con le sue implicazioni negative, ha favorito l’accentuarsi del bruxismo negli individui già sofferenti, e la nascita di nuovi casi tra chi non ne aveva mai sofferto.

All’inizio della riapertura infatti è stato registrato un peggioramento delle condizioni orali e parodontali, insieme alla complicanza delle fratture dentali. Molte persone, quindi, tendono a somatizzare il disagio e lo stress a livello del cavo orale.

Bruxismo: quali esami devo fare?

La radiografia ortopanoramica è il primo esame che il dentista richiederà per verificare problemi nell’allineamento delle arcate dentarie (malocclusione). Questo esame può essere utile anche per rivelare la presenza di carie, parodontite, danni ai tessuti interni al dente, come lesioni endodontiche, tipo granulomi apicali, o lesione a carico delle ossa mascellari, ad esempio cisti o nuove formazioni in genere.

Come trattare il bruxismo

Una volta diagnosticato il bruxismo, si interviene per proteggere i denti, ma anche la qualità della vita e del riposo, che a loro volta possono incidere sulla salute cardiovascolare. I relativi trattamenti sono suddivisibili in 3 azioni differenti ma complementari.

  1. Utilizzo di strumenti che consentono di evitare lo sfregamento notturno dei denti. Il dentista prescriverà dunque il bite, una mascherina protettiva dei denti da indossare mente si dorme. Si tratta di un supporto per limitare i danni che il bruxismo cronico porta alle arcate dentali e alla bocca in generale.
  2. L’utilizzo di tecniche di rilassamento per alleviare lo stress, ad esempio attraverso la psicoterapia.
  3. Qualora gli esami lo evidenziassero, sarà necessario il ricorso a ulteriori cure dentali, per la correzione della malocclusione , per riallineare le mandibole e per ridurre i punti di contatto anomali tra i denti.

 

 

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