Guided Biofilm Therapy: cos’è e come funziona

biofilm therapy

Nell’articolo precedente abbiamo introdotto il metodo GBT, tecnica molto innovativa che la Clinica Dentale Vincenzi ha scelto di investire offrire come alternativa alle gia’ collaudate tecniche tradizionali di igiene orale professionale. quali lo SRP.  Abbiamo anche scoperto i limiti di questo approccio e quali sono invece i vantaggi della FM-EPAPT, il metodo previsto dalla Guided Biofilm Therapy.

Approfondiamo ora da dove nasce questo nuovo approccio.

La GBT e’ lo sviluppo al metodo proposto nel 2012 da dal professor Flemmig, chiamato “Air Polishing Therapy”, che consisteva nell’utilizzo di una polvere con bassi livelli di abrasività per rimuovere in modo atraumatico il biofilm batterico e, successivamente, nella rimozione del tartaro indebolito dalla fase precedente.

Il Full Mouth Erythritol Powder Air Polishing Therapy, ovvero il FM-EPAPT, è un’evoluzione dell’approccio di Flemmig. Esso prevede la rimozione meccanica del biofilm, mediante l’utilizzo dell’eritritolo, una polvere finissima con efficacia più elevata rispetto alla glicina, materiale che invece Flemmig utilizzava nel suo protocollo. 

Quali sono le caratteristiche dell’eritritolo?

  • le particelle sono microscopiche e solo modicamente abrasive
  • è uno zucchero sintetico usato anche come dolcificante non cariogeno
  • ha un sapore gradevole e puo’ essere tranquillamente ingerito
  • non avendo potenziale calorico, non altera l’equilibrio glicemico o insulinico
  • è indicato per qualsiasi tipologia di paziente
  • il suo utilizzo è estremamente efficace sui denti naturali e sugli impianti

L’eritritolo deve ovviamente essere utilizzato da un professionista esperto con strumenti adeguati allo svolgimento dell’operazione dentale. Uno di questo è il rilevatore di placca, che permette di meglio visualizzare il biofilm per procedere così alla rimozione. Il termine “Guided“, cioè “guidata”, si riferisce appunto alla diretta e completa visualizzazione della placca evidenziata dal colorante, da parte dell’igienista dentale.

A questo proposito va sottolineato che tutti i nostri igienisti utilizzano ingranditori ottici ad alta efficienza forniti di una potente fonte di illuminazione diretta. Solo in questo modo si può veramente parlare di rimozione completa del biofilm, altrimenti praticamente invisibile. Il rilevatore di placca è inoltre un assai utile strumento per mostrare il biofilm al paziente, migliorando la pulizia dentale domestica. Spesso l’igienista si avvale a questo scopo di immagini fotografiche della bocca prese prima e dopo la seduta, viste e commentate sullo schermo del computer durante la seduta di igiene orale.

Nella Clinica Vincenzi i nostri igienisti utilizzano apparecchiature ad ultrasuoni di ultima generazione con tecnologia “no pain” che permettono la rimozione del tartaro, già indebolito dall’azione dell’eritritolo, in maniera molto meno fastidiosa.

L’uso delle curettes tradizionali si limiterà pertanto alla fase di rifinitura solo in alcune zone.

Ai pazienti che provano per la prima volta questo metodo viene chiesto con poche brevi domande scritte di esprimere il loro parere sulla esperienza. Dopo più di 600 casi consecutivi analizzati abbiamo riscontrato un indice di gradimento globale superiore al 95%. Va comunque sottolineato che ai pazienti che lo preferiscono viene invece eseguita la metodologia di igiene orale tradizionale, a tutti viene lasciata la libera scelta del metodo.

Il grande vantaggio di questa tecnica riguarda i risultati a lungo termine: questa metodologia permette infatti, a differenza delle altre tecniche, di lasciare superfici dentali e radicolari molto lisce che assieme ad un ottimo controllo di placca domiciliare, ad una pianificazione regolare delle sedute di igiene e al miglior grado di motivazione del paziente, lo fa diventare il vero protagonista nel mantenimento della sua salute orale,

Prendersi cura della propria bocca è un percorso giornaliero!

Ma la GBT non e’ solo questo… scoprirete in un prossimo articolo come stia rivoluzionando non solo la prevenzione ma anche la terapia dei pazienti che per vari motivi hanno sviluppato la malattia parodontale, o parodontite cronica, altresè popolarmente chiamata “piorrea”.